venerdì 23 novembre 2007

891 FIRME DAI GAZEBI... E NON SONO ANCORA FINITE!




Vogliamo ringraziare tutti i cittadini meratesi e dei paesi limitrofi che hanno risposto con grande entusiasmo alla petizione “Subito al Voto” promossa da Forza Italia.

A Merate, i numeri parlano chiaro, in sole due mezze giornate di gazebo, ovvero solo poco più di sette ore, sono state raccolte ben 891 firme. I numeri non sono ancora definitivi ma in costante aumento, perché moltissimi cittadini, che non hanno potuto raggiungere i gazebo, si sono attivati per farci pervenire il loro contributo alla nostra iniziativa. Senza ombra di dubbio si andrà oltre le 1.000 firme preventivate. Gli organizzatori dell’iniziativa sono sorpresi da questa partecipazione senza precedenti e gratificati dal consenso popolare.

E’ importante e doveroso segnalare i commenti a caldo della gente che si recava spontaneamente a firmare. E’ evidente che tutti sono stanchi dell’attuale Governo, che sono esasperati dalle false promesse, soprattutto dalle tasse sempre più onerose e di conseguenza sempre più preoccupati per il loro futuro.
E’ ormai chiaro a tutti, che gli atteggiamenti di antipolitica, portati avanti sia dagli attuali esponenti della sinistra che della destra, sono pericolosi perché disaffezionano l’elettorato e lo dividono. Solo con maggioranze reali e compatte si possono raggiungere i grandi obiettivi di cui ha bisogno il Paese. E’ ora di voltare pagina e di abbandonare le logiche della poltrona e della politica fatta di chiacchiere, soprattutto attraverso i mass media. Occorre coordinarsi per portare avanti un programma che punti sulla meritocrazia, sulla preparazione e sulla serietà delle idee.
Anche in questa occasione la gente si è raccolta attorno a Forza Italia e al suo leader Silvio Berlusconi.

Una cosa è certa, al di là dei numeri nettamente a nostro favore, abbiamo capito quanto sia importante ascoltare la gente. I gazebi devono essere un punto di incontro tra i partiti e gli elettori che vogliono dare il proprio contributo attivo alla politica, ciò al fine di sensibilizzare chi sta già al potere a rappresentare le esigenze dei cittadini, rispettando il mandato conferito dal popolo.

Per concludere, un’altra notizia confortante che conferisce nuovo entusiasmo al Coordinamento Cittadino. In sole due giornate abbiamo avuto nuove adesioni al nostro movimento. Vogliamo continuare così.

N. B. GRAZIE AGLI AMICI DI ALLEANZA NAZIONALE CHE CI HANNO AIUTATO A TENERE APERTO UN GAZEBO E A RACCOGLIERE TANTE FIRME!


giovedì 15 novembre 2007

SUBITO AL VOTO


Carissimi Amici,

Mancano ormai pochissimi giorni alla grande manifestazione di piazza promossa da Forza Italia.

L'obiettivo è chiaro per tutti noi: MANDARE A CASA IL GOVERNO PRODI.

Per questo motivo Forza Italia Merate si è impegnata a sottoscrivere la petizione "SUBITO AL VOTO", raccogliendo 1.000 firme.

Confidando nel Vostro importantissimo sostegno, vi aspettiamo numerosi.

Presso i gazebi Vi saranno date informazioni sulle prossime attività della Sezione, oltre che a numerosi gadgets.

Oltre all'invito, Vi anticipiamo il modello di raccolta firme da distribuire a parenti, amici, colleghi, e simpatizzanti... insomma a tutti coloro che non ne possono più di questo MalGoverno, e vogliono cambiare qualcosa.

Siamo già in tanti, ma vogliamo essere tantissimi.

A presto,


IL COORDINAMENTO CITTADINO
DI FORZA ITALIA MERATE

martedì 6 novembre 2007

I NUMERI DELL'AREA CAZZANIGA


Solo i numeri – quelli giusti – avrebbero potuto dare chiarezza al problema "area Cazzaniga".
Gli allarmismi o i disfattismi degli ultimi giorni a nulla servono, se non a mostrare – se ancora una volte ce ne fosse stato bisogno – la debolezza di un'Amministrazione che scivola spesso e volentieri.
Per chiarezza espositiva riteniamo opportuno segnalare che Il costo complessivo per l'ultimazione dell'opera recentemente pubblicato dall'Amministrazione Comunale, pari ad Euro 4.087.000, evidenzia un aumento complessivo dei costi di Euro 690.000 rispetto al finanziamento iniziale del 15 Settembre 1997.
Se si tiene conto che ora contrariamente ad allora, è stato riacquistato il diritto di superficie, allora valutato Euro 750.000, si intuisce chiaramente che, nonostante le avverse vicende con cui hanno dovuto fare i conti le tre Ammnistrazioni Comunali che si sono succedute, ad oggi i costi per Merate sono rimasti invariati.
L'avocazione a sé da parte del sindaco della responsabilità politica del cantiere è un chiaro segno di sfiducia nei confronti dell'assessore che oltre a fornire cifre inesatte, in maniera lapalissiana dichiara alla stampa "brancoliamo nel buio. Non sappiamo che farcene."
Non è certamente questo ciò che avrebbero voluto sentire i Meratesi su un opera che attendono da anni.
Che il cantiere non abbia avuto buona sorte è ormai chiaro a tutti.
Ma che di fronte alle vicende negative si debba fare disfattismo non è accettabile.
La tempestività nell'agire ha infatti – negli anni precedenti – evitato il peggio, consentendo all'Amministrazione Comunale di superare la vicenda giudiziaria dell'appaltatrice (finita in concordato preventivo) senza che ciò potesse ulteriormente ampliare i danni.
A tutti deve esser chiaro che, completato il mandato, l'Amministrazione precedente si presentava al voto dei cittadini con un cantiere che – sebbene non completato – era pronto per la prosecuzione essendo i lavori già appaltati a nuova impresa.
A questo si aggiunga – in termini economici – che era stata incassata una garanzia di euro 252.000 dalla prima appaltatrice e trattenuta una cauzione versata da altra ditta aggiudicataria di ulteriori 31.000 euro che aveva poi ritenuto di non proseguire nell'appalto.
E siamo al 26 maggio 2004.
Dopo le elezioni e pur disponendo di tutte le condizioni, il non aver agito tempestivamente – in ragione di chissà quale soluzione da sostituire alle scelte della precedente amministrazione – ha ulteriormente complicato le cose. Infatti nel gennaio 2005, (ancor prima di iniziare), la nuova aggiudicataria aveva già esposto al Comune "riserve" (ossia pretese dell'appaltatore nei confronti del committente che vengono avanzate e fatte valere in dipendenza dell'esecuzione del contratto d'appalto o di eventi su quest'ultimo incidenti) per le quali si è resa necessaria una nuova transazione.
Dal 9 di gennaio di quest'anno – data in cui la ditta che aveva l'appalto del cantiere ha comunicato l'intenzione di interrompere i lavori – si sono resi necessari 8 mesi prima di giungere ad una soluzione del problema…
Quando, invece, l'azione è stata tempestiva, lo è stata senza costrutto.
Infatti – paradossalmente - l'aggiudicazione dell'appalto del 2° lotto senza aver prima definito il contenzioso con chi doveva completare il 1° lotto e concluso i relativi lavori potrebbe dare spazio ad ulteriori pretese (le c.d. riserve sopra indicate) che la ditta incaricata di completare il 2° lotto potrebbe avanzare in caso di ritardo nell'inizio dei propri lavori.
Per concludere, una semplice riflessione: si pensi che l’attuale Sindaco all’epoca dell’avvio del cantiere ricopriva la carica di Assessore ai Lavori Pubblici. Come può, ora, rinnegare l’opera?