sabato 27 ottobre 2007

LA SINISTRA HA DECISO LA MORTE DI ECOSYSTEM


Martedi 16/10/2007 in Villa Confalonieri si è tenuta un’assemblea pubblica finalizzata a chiarire la gestione futura del sistema idrico provinciale. Le leggi regionali n. 26 e n. 18, rispettivamente del 2003 e del 2006, obbligano ad una gestione separata delle reti acqua e gas dalla gestione del servizio.

Relatori oltre al Sindaco di Merate, Giovanni Battista Albani, il Presidente della Provincia, Virginio Brivio, e l'Assessore all'Ecologia Marco Molgora. Sono intervenuti anche due presidenti delle quattro società che si devono fondere: Ing. Proserpio di Acel e l'Ing. Formenti di Ecosystem. La sala era gremita di amministratori locali che probabilmente avrebbero voluto capire perché oltre a fondere le società che si occupano di acqua, come prevede la legge, si dovessero fondere anche quelle che gestiscono il gas.

A fine serata, era evidente dai commenti degli amministratori locali presenti, un manifesto stato di disagio, determinato dalla poca chiarezza con la quale è stata portata avanti questa operazione. Di fatto l’assemblea pubblica, che avrebbe dovuto servire a chiarire alcuni aspetti della complessa vicenda, ha lasciato la maggior parte dei presenti scettica.

Il dibattito è stato pieno di contraddizioni. Nella presentazione della serata il Sindaco di Merate ha esordito dichiarando che la fusione " è un progetto fondamentale per il nostro territorio" e subito dopo, invece, asseriva preoccupato che "per il meratese è una scelta difficile e dolorosa".
Evidentemente propendiamo per questa seconda ipotesi, visto che se i consigli comunali votassero a favore della fusione, significherebbe per il meratese morte di Ecosystem!

Il Presidente della Provincia, Virginio Brivio, ha detto in modo chiaro ed inequivocabile che "solo il tema dell'acqua è oggetto di una disciplina specifica”. Il settore energia è coinvolto in modo opzionale.
Brivio a sostegno della validità della fusione ha citato la delibera n. 32 della conferenza degli Enti Locali (Sindaci) dell'ATO del 23 Aprile 2007 con la quale si è scelto di giungere alla fusione delle quattro società, ma si è dimenticato di chiarire che nella delibera non si parla mai di Gas, infatti in premessa è scritto testualmente: " Il presente documento si occupa per il momento solamente della società che dovrebbe gestire il patrimonio idrico".
Di conseguenza, il documento sottoposto ai Sindaci era ambiguo in quanto nei diversi punti si parlava esclusivamente del settore idrico e mai del gas e dell'energia. Pertanto si prestava ad interpretazione fuorvianti rispetto a quanto previsto in oggetto.

I presidenti Proserpio e Formenti si sono arrampicati sui vetri in difesa del progetto di fusione cercando di demolire la mozione presentata in alcuni comuni soci di Ecosystem nella quale si chiede di procedere alla sola fusione del settore idrico. Gli argomenti addotti non hanno convinto nessuno.
Il presidente di Ecosystem ha dichiarato che l'idea di lasciare in mano agli attuali soci le quote di Ecosystem Gas è “bislacca” sostenendo che è “fragile” e che è troppo piccola per reggersi da sola.
Per i professionisti della politica sono certamente meglio i carrozzoni che consentono lauti stipendi indipendentemente dai risultati prodotti.
Formenti ha dichiarato che il progetto di fusione cosi come è stato presentato, permetterà, per i primi anni, di coprire i costi e gli investimenti del settore idrico con gli utili derivati dalla vendita del gas.
Tesi, subito dopo, completamente smentita dal Presidente della Provincia. Brivio, infatti, ha assicurato che tutti i costi e gli investimenti saranno finanziati esclusivamente con la tariffa idrica stabilita dall'ATO, da Lui presieduto.
Il presidente di Acel ha dichiarato che la fusione del solo settore idrico sarebbe stata più costosa, complessa e lunga. Anche questa volta nuova smentita dal vice presidente di Acel Service Dott. Valsecchi Remo, noto commercialista, che da anni è presente in società pubbliche, quali Silea Spa, Seruso Spa, Saceccav Spa e molte altre quale amministratore o sindaco.
In una nota inviata agli organi di stampa Valsecchi dichiara in modo lapidario:
1° La fusione del solo settore idrico farebbe risparmiare tempo e denaro.
2° Mettere insieme acqua e gas è un'azione fortemente squilibrata.
3° Acel dispone di grosse risorse finanziarie inutilizzate, perché dovrebbero essere utilizzate per
coprire le perdite di altre società?
4° Perché fondere solo quattro società e non tutte quelle esistenti in provincia?
5° Perché il progetto non propone un piano industriale che dimostri come si può arrivare ad una
ottimizzazione del servizio idrico?
Ed il vice presidente di Acel conclude bocciando la prospettata fusione dicendo: " Personalmente conoscendo la questione per averci lavorato a lungo, ritengo l'operazione, per come si intende realizzarla, sbagliata in quanto non produce vantaggi per i cittadini ed è solo funzionale al rafforzamento dei centri di potere.
A questo punto, sembra legittimo chiedersi il perchè di questa fusione che l'Assessore Molgora ha di fatto definito “immodificabile”.
Inoltre, sarebbe interessante sapere quanti siano stati i Sindaci che dopo il 23 Aprile sono andati in Consiglio Comunale a riferire delle decisioni assunte. Quali sarebbero stati i nuovi assetti sociali? Quali erano gli effetti prodotti dal punto 3 della delibera del 23 Aprile nel quale si delegano le società a valorizzare il patrimonio?
Certamente non è stata una preoccupazione del Sindaco di Merate, che tra l’altro è l'azionista di maggioranza assoluta di Ecosystem. E' scandaloso, infatti, che in un Consiglio Comunale di Merate, tenutosi nella scorsa estate, dove è stato invitato il Presidente di Ecosystem ad illustrare i programmi futuri delle nostre società, nessuno abbia fatto cenno alle decisioni prese con la delibera dell'ATO n. 32 del mese di Aprile.
A questo punto, vogliamo proprio vedere quali Consiglieri Comunali di Merate alzeranno la mano per decretare la morte di Ecosystem a favore di un progetto di fusione quantomai approssimativo, che non porterà alcun beneficio ai cittadini ma che ne porterà certamente a chi non ha consentito un dialogo preventivo, difendendo a spada tratta un progetto voluto dalla nostra piccola casta.

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